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Strada Maggiore 29 palazzo Bonfioli Rossi

Nel 1577 Rodolfo Bonfioli acquistò dai fratelli Bottrigari la casa di loro proprietà (n. 29), cui negli anni seguenti si aggiunsero altri locali ubicati nel borgo di "Hierusalem", ad uso di rimesse per le carrozze, stalle e fienili, finché nel 1637 Ercole Bonfioli comprò da Bonifazio Gozzadini una casa con orto e stalla (n. 27).
Come nella maggior parte dei palazzi bolognesi d'origine rinascimentale, l'androne della dimora
funge da filtro tra lo spazio pubblico del portico e lo spazio privato dei cortili, nelle cui logge ad archi è tuttavia mantenuta una ideale rispondenza con l'esterno.
L'interno della sede conserva svariate opere artistiche fra le quali meritano una speciale considerazione gli affreschi di Alessandro Tiarini, il dipinto di Lorenzo Pianelli raffigurante Il ritrovamento di Mosè e le decorazioni di Giovan Battista Lambertini.
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Teatro dell'Oratorio S.Filippo Neri
via Manzoni 5 - 40121 Bologna

E’ l’opera dell’ultimo grande architetto della Bologna pontificia, quell’Alfonso Torreggiani di Budrio che progettò anche la facciata della Cattedrale di San Pietro, il Monte di Pietà, Palazzo Cattani e la facciata di Palazzo Montanari (già Aldrovandi). Sua anche la cappella della chiesa di San Petronio destinata a custodire la testa del santo patrono.
Consacrato dal Cardinale Lambertini nel 1733, l’Oratorio fu decorato al suo interno da sculture di Angelo Piò, dipinti di Francesco Monti e Ludovico Carracci (suo l’affresco Ecce Homo, staccato, ricollocato sulla parete interna e ritoccato da Donato Creti), stucchi di Carlo Nessi.
‘Vittima’ delle espropriazioni napoleoniche dal 1798 al 1816, è stato nuovamente chiuso nel 1866 con la
soppressione
degli ordini religiosi in Italia e adibito ad uso militare. Il primo restauro è del 1905, finanziato da Luigi Franceschini che lo aveva riscattato con 12.000 lire e restituito alla sua funzione originaria. Ma è con il bombardamento del 29 gennaio 1944 - il più rovinoso per il patrimonio artistico cittadino - che la costruzione ha subìto danni pesantissimi, uscendone semidistrutta.
I lavori di restauro, iniziati alla fine degli anni ’40 sotto la direzione del Soprintendente Alfredo Barbacci, si sono interrotti quasi subito, dopo che per ripristinare il tetto a capriate lignee erano stati ricostruiti in mattoni e cemento armato il muro e i sostegni distrutti. Fino all’ultimo, definitivo restauro, affidato all’architetto Pier Luigi Cervellati - tra la primavera 1997 e la fine del ’99 - l’Oratorio è stato usato come autorimessa, magazzino, deposito, rimanendo forse l’unico monumento bolognese gravemente danneggiato dalla guerra
a non essere mai stato completamente recuperato.
Non pochi sono stati i problemi di metodo che un intervento del genere ha comportato. Il principale: che fare del restauro post-bellico, rimasto peraltro incompleto? Eliminarlo per ritrovare la sola struttura settecentesca della fabbrica o ‘storicizzarlo’ e valorizzarlo come testimonianza di un momento storico fondamentale per la città (il bombardamento del 1944)? Quest’ultima soluzione alla fine è quella che ha prevalso nell’impostazione dei lavori, ed oggi si può ammirare restituito alla città uno dei suoi capolavori dimenticati.
Reservation is advised ph.: +39 333 1423084
from h:10.00 am to h:20.00 pm
:: Info ::
Eon Guitar Quartet via Pietralata 16 40122 Bologna
mail: info@eonguitarquartet.com tel.: +39 338 1784071